Jorge Luis Borges – Episodio del enemigo / Episodio del nemico

Jorge Luis Borges – Episodio del enemigo
En Borges, J.L. (1972) El oro de los tigres,
en Jorge Luis Borges (1974)
Obras Completas, Buenos Aires: Emecé
Leído por Luigi Maria Corsanico
Arvo Pärt – Tabula Rasa – Ludus
Pinturas: Zdzislaw Beksinski (1929-2005)

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Tantos años huyendo y esperando y ahora el enemigo estaba en
mi casa. Desde la ventana lo vi subir penosamente por el áspero
camino del cerro. Se ayudaba con un bastón, con un torpe bastón
que en sus viejas manos no podía ser un arma sino un báculo.
Me costó percibir lo que esperaba: el débil golpe contra la puerta.
Miré, no sin nostalgia, mis manuscritos, el borrador a medio concluir y el tratado de Artemidoro sobre los sueños, libro un tanto
anómalo ahí, ya que no sé griego. Otro día perdido, pensé. Tuve
que forcejear con la llave. Temí que el hombre se desplomara,
pero dio unos pasos inciertos, soltó el bastón, que no volví a ver,
y cayó en mi cama, rendido. Mi ansiedad lo había imaginado
muchas veces, pero sólo entonces noté que se parecía, de un modo casi fraternal, al último retrato de Lincoln. Serían las cuatro de la tarde.

Me incliné sobre él para que me oyera.
—Uno cree que los años pasan para uno —le dije— pero pasan
también para los demás. Aquí nos encontramos al fin y lo que
antes ocurrió no tiene sentido.
Mientras yo hablaba, se había desabrochado el sobretodo. La
mano derecha estaba en el bolsillo del saco. Algo me señalaba y
yo sentí que era un revólver.

Me dijo entonces con voz firme:
—Para entrar en su casa, he recurrido a la compasión. Lo tengo
ahora a mi merced y no soy misericordioso.
Ensayé unas palabras. No soy un hombre fuerte y sólo las palabras
podían salvarme. Atiné a decir:
—Es verdad que hace tiempo maltraté a un niño, pero usted ya
no es aquel niño ni yo aquel insensato. Además, la venganza no
es menos vanidosa y ridicula que el perdón.
—Precisamente porque ya no soy aquel niño —me replicó— tengo
que matarlo. No se trata de una venganza sino de un acto de
justicia. Sus argumentos, Borges, son meras estratagemas de su
terror para que no lo mate. Usted ya no puede hacer nada.

—Puedo hacer una cosa —le contesté.
—¿Cuál? —me preguntó.
—Despertarme.
Y así lo hice.

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Jorge Luis Borges – Episodio del nemico
JORGE LUIS BORGES
TUTTE LE OPERE
a cura di Domenico Porzio
Volume secondo
I Meridiani – Mondadori 1985

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Da tanti anni lo sfuggivo e lo aspettavo, e ora il nemico si trovava nella mia casa. Dalla finestra vidi che risaliva penosamente l’aspro sentiero della collina. Si aiutava con un bastone, un rozzo bastone, che nelle sue vecchie mani non poteva essere un’arma, ma solo un appoggio. Stentai a percepire ciò che mi attendevo: la lieve percossa sulla porta. Non senza nostalgia, gettai uno sguardo sui miei manoscritti, sullo scartafaccio ancora incompiuto, e il trattato di Artemidoro sui sogni, libro alquanto strano, nella circostanza, giacché non conosco il greco. Un altro giorno perduto, pensai. Dovetti far forza sulla chiave. Temetti che l’uomo crollasse a terra, ma mosse alcuni passi vacillanti, lasciò cadere il bastone, che non vedi più, e stramazzò sul mio letto sfinito. La mia trepidazione lo avevo immaginato molte volte, ma soltanto in quel momento mi resi conto che somigliava, in modo quasi fraterno, all’ultimo ritratto di Lincoln. Dovevano essere le quattro pomeridiane. Mi chinai su di lui affinché mi udisse. – Ci si immagina che gli anni passino solo per noi – gli dissi, – e invece passano anche per gli altri. Finalmente ci siamo incontrati, e quel ch’è accaduto prima non ha senso. – Mentre io parlavo, si era sbottonato il soprabito. La mano destra era penetrata nella tasca della giacca. Mi puntava contro qualcosa, e io compresi che era un revolver. Mi disse allora con voce sicura: – Per entrare in casa sua ho fatto ricorso alla compassione. Adesso Lei è in mio potere e io non sono misericordioso. – Barbugliai qualche parola. Non sono un uomo di coraggio e solamente le parole potevano salvarmi. Riuscii a dire: – È vero che tanto tempo addietro maltrattai un bambino, ma Lei ormai non è più quel bambino, ne io sono quell’insensato. E dopotutto la vendetta non è meno vanitosa e ridicola del perdono. – — Appunto perché non sono più quel bimbo – mi replicò, – devo ammazzarLa. Non si tratta di vendetta ma di un atto di giustizia. I suoi argomenti, Borges sono meri stratagemmi del suo terrore perché non La uccida. Ma Lei non può far più nulla ormai. – – Una cosa posso fare – gli risposi. – Quale? – mi domandò. – Svegliarmi. – E così feci.

3 pensieri su “Jorge Luis Borges – Episodio del enemigo / Episodio del nemico”

  1. Devo confessare che i poemetti di Borges mi risultano alquanto ostici alla lettura, invece quando li ascolto nella tua recitazione essi mi paiono più semplici. Quasi che la tua interpretazione e la tua voce, agiscano come decodificatore rivelandomi tutta la loro bellezza.
    Un caro saluto Luigi

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