Pablo Neruda – Silenzio / A callarse

Pablo Neruda
Estravagario, 1958

Stravagario
a cura di Giuseppe Bellini.
Testo spagnolo a fronte
Editore: Nuova Accademia


Lettura di / Leído por Luigi Maria Corsanico


Antonio Lauro (1917 — 1986)
Jesús Castro Balbi Sr. (chitarra)
Suite Venezolana, III. Canción

~~~~~~~~~~~

Ahora contaremos doce
y nos quedamos todos quietos.

Por una vez sobre la tierra
no hablemos en ningún idioma,
por un segundo detengámonos,
no movamos tanto los brazos.

Sería un minuto fragante,
sin prisa, sin locomotoras,
todos estaríamos juntos
en una inquietud instantánea.

Los pescadores del mar frío
no harían daño a las ballenas
y el trabajador de la sal
miraría sus manos rotas.

Los que preparan guerras verdes,
guerras de gas, guerras de fuego,
victorias sin sobrevivientes,
se pondrían un traje puro
y andarían con sus hermanos
por la sombra, sin hacer nada.

No se confunda lo que quiero
con la inacción definitiva:
la vida es solo lo que se hace,
no quiero nada con la muerte.

Si no pudimos ser unánimes
moviendo tanto nuestras vidas,
tal vez no hacer nada una vez,
tal vez un gran silencio pueda
interrumpir esta tristeza,
este no entendernos jamás
y amenazarnos con la muerte,
tal vez la tierra nos enseñe
cuando todo parece muerto
y luego todo estaba vivo.

Ahora contaré hasta doce
y tu te callas y me voy.

~~~~~~~~

Ora conteremo fino a dodici
e rimaniamo tutti quieti.

Per una volta sulla terra
non parliamo in nessuna lingua,
per un secondo fermiamoci,
non muoviamo tanto le braccia.

Sarebbe un minuto fragrante,
senza fretta, né locomotive,
saremmo tutti uniti
in un’inquietudine istantanea.

I pescatori del freddo mare
non farebbero male alle balene
e il lavoratore del sale
guarderebbe le sue mani rotte.

Quelli che preparan guerre verdi,
guerre di gas, guerre di fuoco,
vittorie senza superstiti,
si metterebbero un vestito puro
camminerebbero coi loro fratelli
nell’ombra, senza far nulla.

Non si confonda ciò che voglio
con l’inazione definitiva:
la vita è solo ciò che si fa,
non voglio saperne della morte.

Se non potemmo essere unanimi
muovendo tanto le nostre vite,
forse non far nulla una volta,
forse un gran silenzio potrà
interrompere questa tristezza,
questo non intenderci mai,
e minacciarci con la morte,
forse la terra c’insegnerà
quando tutto sembra morto
e poi tutto era vivo.

Ora conterò fino a dodici,
tu tacerai e io me ne andrò.

~~~~~~~~~~~~~~~~

3 pensieri su “Pablo Neruda – Silenzio / A callarse”

  1. Oh come sa cantare l’amore Neruda e i suoi diversi colori, allegri, tristi e di contestazione. Quale passione fluisce dai suoi versi, e quanto altra viene aggiunta dalla tua voce di Luigi.
    Un ottimo preludio per dimenticare la quotidianità ed entrare nella stanza dei sogni.
    Un caro saluto

    Piace a 1 persona

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