NÂZIM HIKMET – ANGINA PECTORIS

Rovistando in magazzino ho trovato questa registrazione di due anni fa. Stavo male, senza denti e con la fibromialgia che mi tormentava. Stavo male, come sempre, anche adesso… Essere cancellati da un figlio è quanto di più doloroso possa capitare. Avevo bisogno di scriverlo, senza pudore, perché mi pesa troppo tenere dentro questo dolore, forse meritato. Nient’altro. Scusate.

NÂZIM HIKMET
ANGINA PECTORIS
(1948)
Traduzione di Joyce Lussu da “Tradurre Poesia” (1967)


Interpretazione di Luigi Maria Corsanico


Johann Sebastian Bach
Cello Suite No.4 in E flat major, BWV1010
4.Sarabande
Robert Cohen

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Se qui c’è la metà del mio cuore, dottore,
l’altra metà sta in Cina
nella lunga marcia verso il Fiume Giallo.
E poi ogni mattina, dottore,
ogni mattina all’alba
il mio cuore lo fucilano in Grecia.
E poi, quando i prigionieri cadono nel sonno
quando gli ultimi passi si allontanano
dall’infermeria
il mio cuore se ne va, dottore,
se ne va in una vecchia casa di legno, a Istanbul.
E poi sono dieci anni, dottore,
che non ho niente in mano da offrire al mio popolo
niente altro che una mela
una mela rossa, il mio cuore.
E’ per tutto questo, dottore,
e non per l’arteriosclérosi, per la nicotina, per la prigione,
che ho quest’angina pectoris.
Guardo la notte attraverso le sbarre
e malgrado tutti questi muri
che mi pesano sul petto
il mio cuore batte con la stella più lontana.