Arsenij Aleksandrovic Tarkovskij – Morire in levità

Arsenij Aleksandrovic Tarkovskij
Morire in levità


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Karl Friedrich Abel, WKO 207
per viola da gamba solo
Nima Ben David

Andreij Tarkovskij rilegge la poesia del padre Arsenij nel film “Nostalghia

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Si oscura la vista
La mia forza sono due occulti dardi adamantini,
Si confonde l’udito per il tuono lontano
della casa paterna che respira
dei duri muscoli i gambi si infiacchiscono,
come bovi canuti all’aratura
e non più quando è notte alle mie spalle splendono due ali
nella festa, candela, mi sono consumato
all’alba raccogliete la mia disciolta cera
e, lì, leggete chi piangere, di cosa andar superbi
come, donando l’ultima porzione di letizia:
morire in levità
e al riparo d’un tetto di fortuna,
accendersi postumi
come una parola.

7 pensieri su “Arsenij Aleksandrovic Tarkovskij – Morire in levità”

  1. Dove non arrivano le parole della poesia, arrivano le note armoniche della tua voce, capaci di toccare liuti sopiti nell’animo. E la parola si dilata nel suo suono e nella tua interpretazione.
    Buon pomeriggio, caro Luigi

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