Jorge Luis Borges El remordimiento


Jorge Luis Borges

El remordimiento


La moneda de hierro, 1976

Leído por Luigi Maria Corsanico

Achas. Lucas Ruíz de Ribayaz

He cometido el peor de los pecados

que un hombre puede cometer.

No he sido feliz.

Que los glaciares del olvido

me arrastren y me pierdan, despiadados.

Mis padres me engendraron para el juego

arriesgado y hermoso de la vida,

para la tierra, el agua, el aire, el fuego.

Los defraudé. No fui feliz.

Cumplida no fue su joven voluntad.

Mi mente se aplicó a las simétricas porfías

del arte, que entreteje naderías.

Me legaron valor. No fui valiente.

No me abandona. Siempre está a mi lado

la sombra de haber sido un desdichado.

7 pensieri su “Jorge Luis Borges El remordimiento”

  1. Invidio Borges che può dire d’essere stato generato per il gioco rischioso e bello della vita. A mio padre poco o nulla importava se io lo tradissi o meno.
    Grazie di questa lettura Luigi. Come sempre con le tue scelte e la tua voce riesci a emozionare, a coinvolgere, a far riflettere.

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      1. Carissimo Luigi, non allo scopo di consolarti (il dolore d’esistere non conosce conforto) ma la miserevole esistenza appartiene al genere umano ed è frutto di quel gran dono della conoscenza. In natura tutto è miserevole eppure tutto è magnifico e grandioso (compresa l’architettura del corpo umano). Solo l’uomo è condannato a sentirsene estraneo, a cercare in ogni cosa il senso del proprio esistere a dire infelici gli animali perché non lo cercano, insensibili le piante perché sanno solo vivere del sole della pioggia dell’aria e della terra. Se potessi mutare i versi di Dante li riscriverei così ” non dovreste viver come uomini, ma vivere soltanto come insegna la natura”. E le nostre ceneri che saranno disperse nei ghiacciai dell’oblio, finiranno per fecondare quella terra dove i nostri simili vivono quell’infelice ricerca. Oh, misera umanità!

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      2. Non posso certo limitarmi ad un “mi piace”, così spesso vuoti di significato, ascoltando le tue parole, che, nel limitato spazio di un commento, mi donano non consolazione, ma ancora cammino, forse terribile, nell’infelice ricerca del senso del dolore, anche attraverso parole più alte del mio piccolo pensiero. Grazie!

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