MARCELLO COMITINI – IL PRESENTE COME PASSATO

Marcello Comitini © Il presente come passato
15 maggio 2021
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Nino Rota – Canzone Arrabbiata
DigitalArt di Marcello Comitini

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Con il viso pensieroso e gli occhi lucidi
trascina le carrozze cariche di tristezze e rimpianti.
Fuori dal buio della galleria appaiono
mura e case vestite di luce.
Danzano, si allontanano svaniscono
dietro le quinte dei finestrini.
Il guidatore dietro i vetri guarda
le linee parallele dei binari
immobili verso l’infinito giorno.
Nelle carrozze prigionieri tacciono
come nuvole in attesa della tempesta.
Un uomo appoggiato al palo di ferro
in cui scorre la linfa rabbrividita e vibrante
dal pavimento al soffitto, legge distratto.
Non pensa. Non vede.
L’orecchio teso a ogni sosta attende
il suono liberatorio delle porte dove scenderà.
Alle sue spalle due ragazze in piedi
dalle labbra rosse come fiamme lucenti
parlano e ridono con l’amica. Gli incontri
al pub la sera prima, le ore piccole
che pizzicano gli occhi come effervescenze
che salgono dai bicchieri,
la luna che si specchia sul fiume
i jeans e la camicetta appena schiusa sui seni,
i capelli pettinati con cura,
il balsamo provato per la prima volta
che li ha resi incredibilmente morbidi
e poi tra i capelli le sue mani desiderose
– i loro occhi si accendono –
quello stupido che me li ha spettinati.
Una vecchia ascolta come una bambina
che sente i compagni sussurrarle all’orecchio
di giocare con loro. Sorride alle ragazze
e dei suoi ricordi. Anche lei con il suo amante rideva
e continuava il sorriso nella piccola stanza
a pagamento tra le braccia di lui.
Poi quell’altro e le nozze con l’abito bianco
i figli e il dovere.
Le è rimasto il sorriso e la libertà
di smarrirsi nella malinconia.
Ma solo per i morti e i figli fuggiti
in cerca – ne è certa –
di motivi per ricordare, come le tre ragazze
che ridono del presente come passato.

Marcello Comitini © Il presente come passato
15 maggio 2021

3 pensieri su “MARCELLO COMITINI – IL PRESENTE COME PASSATO”

  1. Versi che all’apparenza sembrano narrare di “avvenimenti” futili (una piccola folla chiusa nella vettura della metropolitana), mettono a confronto due generazioni, con le gioie, i dolori e le disillusioni che apparentemente sembrano distanti tra loro, ma confluiscono tutti nella contraddizione che la vita ci impone e nella malinconia di quel che si gode e si perde durante il vissuto.
    Questo è ciò che narra la sempre emozionante voce dell’amico fraterno Luigi Maria Corsanico, che ringrazio dal profondo del cuore ❤

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