MARCELLO COMITINI – INGANNO

Marcello Comitini – Inganno
Marcello Comitini
Terra Colorata
Poesie
© Copyright 2014
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Arvo Pärt : Lamentate / Olga Scheps, piano
Lithuanian National Symphony Orchestra

Fotografia di Remus Tiplea di proprietà dell’Autore

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Quando la stanza che sto per lasciare
guarderò dopo una triste malattia
e fuori dalla finestra abbagliata dal sole
i passeri canteranno il loro semplice addio
voi non mi chiederete io non potrò narrarvi
cosa prova un uomo nel momento in cui muore.
Forse l’angoscia di scendere nel vuoto
Forse la gioia d’incontrare la vita.

Ma se fosse un cadere nella terra buia
e vermi rosicchiassero l’anima immortale?

Vorrei non pensare che la morte è soltanto
colei che lentamente sillaba il mio nome
dentro il buio di un pozzo e lascia svanire
lo sciame di parole che mi ronzano in cuore
cercando l’amore che mi avrebbe salvato.

Ma forse è l’amore il terribile inganno
che brilla quando in cielo si oscurano le stelle.

20 pensieri su “MARCELLO COMITINI – INGANNO”

    1. La tristezza, Lucia, non è data dalla poesia e tanto meno dalla lettura di Luigi, ma dalla realtà che emerge dai versi. Prova a riascoltarla e noterai quante domande ti poni simili a quelle poste nei versi. Poi chiudiamo gli occhi e non ci pensiamo. Ed è giusto così. Ma è anche giusto che chi scrive versi ha il dovere di porsi (e inevitabilmente di porre) le domande che non trovano spazio nella routine quotidiana. Grazie dell’ascolto.

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  1. Carissimo Luigi, ancora un volta dimostri che la poesia è uno di quei prodotti che, anche se confezionati da lunga data, non hanno termini di scadenza. Il libro che mostri alla fine del video e in questa pagina, dalla copertina da te simpaticamente arricchita della mia foto, è stato edito nel lontano 2014, eppure i versi che hai letto, e come tu stesso mi hai fatto notare, sono quanto mai attuali in questi due lunghi e terribili anni , non ancora finiti. Non mi riferisco alla morte citata nei versi ma alla disperazione di morire senza essere assistito da nessuno dei propri cari, come avviene in chi è trascinato nel buio dal covid. E tu, che io so sensibile alle vicende del mondo e soprattutto dell’umanità che lo abita (spesso indegnamente), hai saputo estrarre da questa raccolta la poesia tra le più significative. Per la tua lettura/interpretazione dovrei ringraziarti e lo faccio ma non solo a mio nome ma a nome dell’umanità, almeno di quella sensibile e capace d’intendere il vero significato della tua scelta in tema di sensibilità nello scegliere le letture da interpretare a video con la tua voce.

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    1. Grazie a te, carissimo Marcello, perché i tuoi versi, i tuoi pensieri, il tuo sguardo crudo, ma veritiero, sulla disperazione che attanaglia l’umanità sofferente, sono a dir poco profetici, considerando l’anno di composizione, e quanto mai tristemente attuali. Infine sono i pensieri che tutti dovremmo meditare, ogni giorno, ogni ora, perché quel destino è comune a tutti, senza distinzioni di classe sociale, razza, credo religioso, ideologie e purtroppo anche di età. Un forte abbraccio!
      Luigi

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  2. “Ma se fosse un cadere nella terra buia
    e vermi rosicchiassero l’anima immortale?”
    Questi versi mi colpiscono e mi spingono a dirti o a dirvi che l’anima immortale non sarà mai rosicchiata dai vermi. Ne sono certa e la risurrezione di Cristo che stiamo ancora festeggiando ne è la dimostrazione. Vi abbraccio entrambi siete speciali.

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    1. Grazie del commento e dell’apprezzamento, Lucetta. Vorrei che tu leggessi le poesie con lo stesso spirito con cui guardi i quadri. Per esempio se ammiri i dipinti “Giuditta e Oloferne” del Caravaggio o di Artemisia, che celebrano l’uccisone di Oloferne a opera di Giuditta, penseresti mai che gli autori siano degli assassini o inneggino all’assassinio? Così i versi, pur esprimendo un dubbio umano, hanno lo stesso valore del dipinto. Nella pittura l’espressione si raggiunge con i colori, le luci e le ombre, nelle poesie con figure retoriche. In particolare nei versi da te citati la figura retorica è l’ossimoro, che esprime due concetti in antitesi tra loro: potrà mai un’anima immortale essere rosicchiata dai vermi? Certamente no. Però, come dici tu stessa, questi versi ti hanno colpita e ti hanno quasi costretta a commentare, tanta è stata la violenza con cui si sono posti davanti alla tua coscienza. È questo ciò che io voglio raggiungere scrivendo ed è questo che Luigi vuol raggiungere scegliendo le opere da leggere e da interpretare con la sua voce e la sua anima. Grazie sempre dell’attenzione con cui ci segui.

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      1. Grazie a te per questa precisazione che ha arricchito il mio pensiero ed ha fatto chiarezza su come porsi davanti alla poesia. Tu sei di una sensibilità così profonda e di una cultura vasta, io invece percepisco con il cuore ma non so esprimermi per cui di getto, se qualcosa mi colpisce, commento . Non so se mi sono spiegata bene.

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      2. Lucetta, ti sei spiegata bene e ti dirò che percepire con il cuore è saper cogliere i sentimenti che vibrano nei versi. Le poesie, anche se scritte di getto, sono frutto della sensibilità dell’autore, ma anche del suo mondo culturale . Al lettore il compito di coglierne i sentimenti, se il poeta è in grado di suscitarli. Ma spetta ancora al lettore guardarsi nel proprio intimo alla luce di ciò che il poeta ha scritto. Grazie Lucetta. Il tuo commento mi ha dato la possibilità di esprimere quello che i miei versi non possono che sottintendere.

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