Pier Paolo Pasolini – Alla mia nazione

REGISTRAZIONE DEL 14 DICEMBRE 2015

Alla mia nazione
La religione del mio tempo, 1961
Pier Paolo Pasolini
Nuovi epigrammi (1958-59)
Garzanti

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Tristan Murail – Terre d’Ombre

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Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

6 pensieri su “Pier Paolo Pasolini – Alla mia nazione”

  1. l’hai affrontata bene, con decisione. la tua interpretazione ferma determinata e pulita.
    certo LUI (per me) è un mostro sacro, quando lo leggo, è un attimo risentire la sua voce, un pacato flauto traverso….

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      1. la morte è il filo conduttore, si ripete e ripete se stessa. . è seria la morte e in queste sue non ride mai.
        le influenze poetiche sono evidenti ma in Lui implodono creando una ferita esistenziale che tutto accoglie. è impressionante.
        grazie Luigi, me le hai donate. qui la tua voce e la tua interpretazione si accucciano, sono docili, quasi raggiungono la tenerezza di fanciullo triste dalla nascita.
        Starai dormendo immagino, allora ti anticipo il mio buongiorno.

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      2. Grazie per il commento, molto centrato, che bene coglie quelle sensibilità del poeta ventenne, delle sue esperienze friulane, degli incontri e del mondo contadino. È un ambiente che spesso richiama i canti leopardiani, ma con una vena malinconica, tenera. “Morte di un fanciullo” , sublime…”Ah meraviglia, muoio – mormoravi perdendoti, tra i vivi, nella morte” Anche per questi versi, la mia voce è stata condotta dal suo canto lirico. Ti auguro di ben proseguire, nonostante il caldo che opprime, vorrei inviarti un po’ di nuvole piovose, che qui abbondano. Un fresco abbraccio!

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