…Yo quiero que me enseñen un llanto como un río que tenga dulces nieblas y profundas orillas…

Grabado el 18 de agosto de 2012

Federico García Lorca (Fuente Vaqueros, Granada, 5 de junio de 1898 – camino de Víznar a Alfacar, Granada, 18 de agosto de 1936)


Llanto por Ignacio Sánchez Mejías (1935)
Leído por Luigi Maria Corsanico

Isaac Albéniz, Asturias
Eva León, violín

Joaquín Rodrigo, Concierto de Aranjuez (Adagio)
Narciso Yepes

Imagen de Federico García Lorca en la Huerta de San Vicente. / Foto: Fundación FGL

15 pensieri su “…Yo quiero que me enseñen un llanto como un río que tenga dulces nieblas y profundas orillas…”

    1. Io sono arrivato qui in Chile, nel febbraio del 2010, senza sapere una parola di spagnolo e piano, piano, ascoltando la gente e leggendo Neruda, con l’aiuto di mia moglie, ho imparato questo spagnolo che è latino-americano; ci sono differenze con quello parlato in Spagna, però si avvicina molto a quello andaluso.

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      1. nel viaggio c’è anche tanto dolore; qui sarebbe troppo lungo e forse non appropriato, per me intendo, dire come stanno le cose, forse si può capire qualcosa dalle letture che scelgo, esprimo i miei sentimenti con le parole dei Poeti, della Letteratura, perché le mie sarebbero povere e di poco interesse.

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      2. se devo essere sincera, in te c’è tanta malinconia, forse sfiora la tristezza. però sai renderle preziose e belle. non volevo essere inopportuna, il mio era un apprezzamento gioioso, di stima e affetto.
        di certo non posso conosxere il tuo passato, il tuo presente,le motivazioni delle tue scelte…ma se tutto quello che hai vissuto è servito ad essere quello che esprimi allora posso dire, francamente, che se anche fosse dolore non è stato di certo sprecato! te lo dico con il cuore

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      3. e di che cosa. dico quello che penso ( da scrivere in spagnolo era troppo difficle per me, accontentati di due parole in croce!)
        serena notte e grazie per la compagnia

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  1. Caro amigo dagli antipodi, la tecnologìa che permette una comunicazione tra sì grandi distanze,ha una peculiarità rimarchevole nell’avvicinare pensieri e coscienze con la loro personale Istoria – nota solo nel dignitoso riserbo,così com’è giusto. L’uomo ha orari diversi ma giorni uguali da contare ovunque egli sia,e quando intende e dona un messaggio d’istruzione dal cuore più elevato, allora le radici del mondo guizzano nella vida. Un abrazo y felicità, Luigi Maria!

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