MARCELLO COMITINI – ADDENDI

MARCELLO COMITINI – ADDENDI ©


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Dalla colonna sonora del film “Z” di Costa-Gravas
Mikis Theodorakis / Pios Den Mila Yia Ti Lambri

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Non siamo più quel che siamo stati.
Abbiamo giurato di dimenticare
La crudeltà e le ingiustizie del passato
La malinconia dei ricordi che ci uccidono
E la falsità delle parole che c’invitano a vivere.
Ciò che nei fatti ci vorrebbe schiavi
Abbiamo giurato di non volere, di dimenticare ogni volontà
Che si piega alla volontà di altri e le mete sognate
Che si sono sciolte sotto i nostri occhi prima
Che le nostre labbra potessero assaggiarle.
Oh i nostri padri! Hanno lottato per abbattere
I pregiudizi le discriminazioni. Ci hanno abbandonati.
Nascondendosi dietro la vergogna d’essersi contraddetti
Hanno inventato una libertà simile al vuoto
Che segue ogni sconfitta. Ci hanno lasciati
Sui bordi delle loro strade, bambini
Ancora in fasce che si guardano intorno inorriditi
Da tanta solitudine. Ci hanno consolato
Con immagini di una famiglia
Che non esiste più.
Sorridono tutti si guardano negli occhi vivono in case
Dalle pareti colore del cielo lucidato da un vento
Profumato di felicità. Noi ogni mattina
Ci tuffiamo con gli occhi dentro finestre illuminate
Da un mare di colori tempestosi racchiusi in una bolla
In compagnia d’amici immaginari
Che appaiono e spariscono come uccelli migratori.
È un nulla che ci fa felici d’una felicità violenta e triste
Che ci punta il suo dito contro il petto.
Siamo noi? Siamo la somma di addendi che non si sommano?
Siamo degli Io, ciascuno nella propria bolla,
nel proprio mare tempestoso. Crediamo d’andare meno soli
anche se quel dito ci squarcia il petto.

Marcello Comitini
Addendi © 2019

31 pensieri su “MARCELLO COMITINI – ADDENDI”

  1. Una poesia forte, energica che ci mette di fronte alla verità e denuncia il nostro modo di essere. Siamo ognuno nella sua bolla e la poesia é il pungolo che serve per far scoppiare la bolla e far uscire l’uomo sensibile all’umanità.
    Bel testo di Marcello e superlativa interpretazione di Luigi.
    Complimenti ad entrambi, se il mondo può essere migliore e grazie al vostro talento.
    Un caro saluto

    Piace a 5 people

    1. Grazie Francesco, per il tuo sensibile commento. Questo forte testo di Marcello ricorda crudamente alla nostra generazione del dopoguerra, quali siano state le vane battaglie combattute all’epoca sessantottina e quali le responsabilità nostre, di fronte al fallimento degli ideali, ormai degenerati a bassa merce da baratto, con una politica che ha toccato il punto più basso – e forse ancora non basta – dentro un magma di odio e di sopraffazione quotidiani. Potrà la poesia, la Bellezza, come suggerisce Dostoevskij al suo principe idiota, salvare il mondo?
      Un caro saluto,
      Luigi

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  2. la società comprende sempre meno individui e sempre più individualisti, buona parte di colpa sta anche nella scelta di tecnologicizzare i rapporti umani. Bella poesia, ottima lettura. Buona domenica Luigi

    Piace a 2 people

  3. Che potrei scrivere dopo aver letto i commenti profondi del caro Francesco e del carissimo Luigi? Che al mondo non bastano i poeti. Ci vogliono anche coloro che amplificano la loro voce, la portano dove i poeti non possono arrivare, nel tempo e nello spazio.
    Occorre che io sottolinei che Luigi è uno di costoro? No. Ma è necessario aggiungere che Luigi porta avanti la bellezza sotto varie forme come la musica, la fotografia, la traduzione e con la voglia di circondarsi di armonia,

    Piace a 4 people

    1. Caro Marcello, le tue poesie, tutta la tua opera, anche quella come meraviglioso traduttore/interprete, insieme a tantissima Poesia e Letteratura mondiale – sì, Insieme, perchè io ti ritengo degno di appartenere alla più alta scrittura – tutto ciò, mi permette ancora di vivere e di resistere nella stretta morsa della solitudine, quella maligna non certo romantica, mi ha evitato fin qui azioni definitive… Per questo non posso che essere io a ringraziarti! Un lungo abbraccio! Luigi

      Piace a 3 people

      1. per me, per certi versi, è la stessa cosa. la poesia è il medium di vita.
        mi hai commosso.
        scusami se mi sono infilata ma volevo dirtelo.
        ciao e buon pomeriggio (giusto?)

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  4. Il paradosso dell’appartenenza…spesso si è ancora più isolati dagli altri quando si vede con occhio critico la malata discrepanza tra indicazioni ed esempi. Profondi versi, amplificati dalla stupenda declamazione! complimenti agli autori.

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  5. Parole potenti e voce altrettanto potete! E’ questo che va fatto! Una critica anche feroce, se serve (e serve) a ciò che ci siamo lasciati togliere, per riprendercelo e renderlo migliore!! Una presa di responsabilità dalla quale partire, per rendere chiara e visibile la Verità, finalmente!!!Grazie a entrambi!!

    Piace a 1 persona

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