MARCELLO COMITINI – Ritorno: un romanzo senza trama

Registrato e pubblicato il 21 marzo 2019

MARCELLO COMITINI
Ritorno: un romanzo senza trama © 2019

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Levon Minassian & Armand Amar – Ar Intch Lav Er

Immagine: Giacinto Platania, Etna – Eruzione del 1669, affresco del 1675

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Questo romanzo che sto leggendo è un mistero. Lo penso
sfogliando le pagine mentre passeggio
lungo la riva aspra e scoscesa
del lago del Salto senza alzare gli occhi. Non ha personaggi
e neppure una trama.
Alle mie spalle
un bosco denso di querce di faggi e castagni. Ai miei piedi
il lago ricorda che un uomo ha fermato il corso dell’acqua
con una barra di fuoco e cemento.
Nel silenzio degli alberi l’acqua ha creato
uno scenario ancora più bello. Un vento
leggero accompagna la mia lettura
come fossi sotto la lampada che oscilla sulla porta di casa.
Un romanzo
di albe e tramonti
di panorami da respirare fin dove si spinge lo sguardo
oltre le cime azzurre delle montagne, lungo le rive
di mari lucidi e turchesi.
Inizia così il mio ritorno in Sicilia,
al giardino di casa dove mio padre, con in testa il berretto
che portavano i contadini sulla soglia dei loro tuguri,
sedeva all’ombra secolare di un tiglio argentato,
circondato da vecchi Cavalieri Erranti.
Seduto
sulla tredicesima sedia della tavola rotonda,
narrava storie d’amore tra rumorose risate
e bagliori di spade e alabarde. Nei suoi occhi
erano ombre
con la parvenza di uomini vivi con i volti segnati
dagli elmi e le tuniche bianche
macchiate all’altezza del petto con croci di sangue.
Anche mio padre era un’ombra che si aggirava
per casa e in giardino
strappava qualche erba selvatica, seguiva le gesta dei grandi
persecutori, poneva domande
a cui nessuno sapeva rispondere.
Mio padre chiedeva alle ombre quanti anni mancassero
perché cessasse la guerra prima che il genere umano
finisse per essere estinto. Ma forse
non erano neppure domande.
Passeggiando mi chiedo
se nel romanzo troverò il ritorno di mia madre che mi abbraccia
e mi addita gli orizzonti che ho mancato nella mia vita
e sulla spiaggia dei miei pensieri solitari, la ballerina bianca
che si è fermata ad amarmi. Non ha paura
dell’uomo. L’uomo non esiste
tra le pagine di questo romanzo. C’è solo il ritorno alla mia finestra
spalancata a guardare da casa
il vulcano e i giganti
con un solo occhio di fuoco in mezzo alla fronte.
Dalle soglie delle loro caverne
ogni giorno scrutano fra le onde i neri e pesanti
brandelli di cuore scagliati nel mare. Nessuno risponde.
Il vulcano ammantato di neve innalza grigi sospiri di fumo
e allarga le braccia forti e rosse sulla tenera carne
delle campagne intorno, per coglierne i frutti
come soli al tramonto tra le cortine verdi degli alberi.

Leggo con estrema lentezza,
gusto il sapore
di ogni parola, di ogni riga, di ogni periodo,
di ogni pausa nei ritorni a capo, per sentire sino in fondo alla carne
l’attesa del momento in cui sarò certo di come andrà a finire.
Mi occorrerà del tempo e tanta volontà per resistere
alla fatica di tenere in mano le numerosissime
pagine di questo volume
pesante e unico. Faccio fatica a sfogliarlo. Passo
leggermente le dita da una pagina all’altra.
So che le pagine possono girarsi da sole
anche se dormo col capo ripiegato sul petto
e giungeranno alla fine di questo romanzo
senza spezzare i miei sogni.

MARCELLO COMITINI
Ritorno: un romanzo senza trama © 2019

13 pensieri su “MARCELLO COMITINI – Ritorno: un romanzo senza trama”

      1. Ti ascolterei per ore. Forse perchè la seconda parte del testo mi emoziona molto, ma ascoltarti su quelle parole è stato emozionale, tanto, mi sembravi particolarmente coinvolto, almeno così ho percepito.

        Piace a 1 persona

  1. Carissimo Luigi, dopo tre anni dalla tua lettura le parole permangono nella tua voce a tessere una storia che vibra di vita, di quella vita che custodisce i ricordi e li alimenta giorno dopo giorno. A volte dico che i ricordi sbiadiscono e forse è vero, almeno quelli che non si ritengono patrimonio inestimabile della propria esistenza. Ma altri quelli di cui si è nutrita la nostra esperienza e che hanno impresso nel nostro sentire le vicende della storia di ciascuno noi, non si possono dimenticare, se non svuotando le nostre vene del loro sangue.
    Ma tanta è la bellezza della tua lettura che è riuscita a costringere coloro che ottusamente avevano espresso con un “non mi piace” il loro disappunto, da te attribuito a una tua presunta cattiva lettura, a tornare sulla loro decisione e a togliere quel segno.
    Questo vuol dire durare nel tempo!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie, carissimo Marcello, il tuo commento esprime quella sensibilità che pervade ogni tua lirica e questa in particolare mi ha commosso, immedesimandomi fin nel più profondo dell’animo. Conforta sempre il lettore non tanto il successo, quanto l’aderenza al sentire del Poeta, avvicinarsi a questo non ha prezzo. Ti abbraccio forte con affetto fraterno.

      "Mi piace"

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