José Saramago, da: “Le intermittenze della morte”

da:
José Saramago (16 novembre 1922)
Le intermittenze della morte (pag.119)
Traduzione di Rita Desti
Universale Economica Feltrinelli


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Fryderyk Chopin, Studio op. 25 n. 9
Jan Lisiecki, piano

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[…] quello che impressionava la morte era il fatto che le era parso di sentire in quei cinquantotto secondi di musica una trasposizione ritmica e melodica di ogni e qualsivoglia vita umana, normale o straordinaria, per la sua tragica brevità, per la sua intensità disperata, e anche per via di quell’accordo finale che era come un punto di sospensione lasciato nell’aria, nel vago, da qualche parte, come se, irrimediabilmente, fosse rimasto ancora qualcosa da dire. […]

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