CHARLES BAUDELAIRE – LA BOTTE DELL’ODIO

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
©2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Neu Musik Duett
“Noise” ℗ 2022
Guido Mazzon, keyboard
Marta Sacchi, keyboard
Voce recitante, Luigi Maria Corsanico

Dal commento di Marcello Comitini:

“…lo scenario di una taverna frequentata da ubriachi che sentono rinascere nel vino i loro rumorosi e invadenti incubi. Solo l’Odio non cede all’abbraccio inebriante e smemorante del vino, ma da esso trae maggiore lucidità per compiere il tuo terribile mestiere. “

SPLEEN E IDEALE

LXXI
LA BOTTE DELL’ ODIO

L’Odio è la botte delle pallide Danaidi:
la folle Vendetta dalle braccia rosse e forti
inutilmente versa nelle sue tenebre vuote
secchi colmi di sangue e lacrime di morti.

Il Demonio in segreto buca quelle tenebre,
e da lì sfuggono millenni di sudori e di sforzi
anche se l’Odio rigenerasse le sue vittime
e per sanguinare, galvanizzasse i loro corpi.

L’Odio è un ubriaco in fondo a una taverna
che sente la sete rinascergli dal vino
e moltiplicarsi come l’idra di Lerna

– Ma i bevitori felici conoscono chi li doma,
mentre l’Odio è votato alla penosa sorte
di non crollare mai sotto la tavola.

Elevazione / Élévation

Elevazione
Traduzione di Marcello Comitini
da “Spleen e Ideale”, in “I fiori del male”

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Adagio – Domenico Zipoli (extrait)
Hautbois: Pierre Pierlot, violoncelle: Bernard Fonteny,
orgue: Anne-Marie Beckensteiner,
ORCHESTRE DE CHAMBRE JEAN-FRANCOIS PAILLARD,
CONDUCTOR: Jean-Francois Paillard

Fotografie di L.M.Corsanico

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III

ELEVAZIONE

Al di sopra di laghi e di montagne,
del mare, dei boschi e delle nuvole,
al di sopra del sole, oltre lo spazio,
al di là dei confini delle sfere celesti

navighi, mio spirito con agilità.
Nuotatore eccellente che gode dell’onda,
solchi allegramente l’immensità profonda
con un’indicibile e maschia voluttà.

Innàlzati ben lontano dai miasmi pestiferi
vai a purificarti nell’aria superiore,
e bevi, come liquore puro e divino,
il limpido fuoco degli spazi cristallini.

Abbandonando le noie e le profonde tristezze
che rendono pesante l’esistenza brumosa,
felice colui che può con ali vigorose
slanciarsi verso campi luminosi e sereni,

colui i cui pensieri, simili alle allodole,
liberi si slanciano verso i cieli al mattino,
– chi plana sulla vita e comprende senza sforzo
il linguaggio dei fiori e delle cose mute!

Charles Baudelaire
Élévation
Les Fleurs du mal

Spleen et Idéal
Éditeur Auguste Poulet-Malassis, 1857
Lu par Luigi Maria Corsanico

III. Élévation

Au-dessus des étangs, au-dessus des vallées,
Des montagnes, des bois, des nuages, des mers,
Par-delà le soleil, par-delà les éthers,
Par-delà les confins des sphères étoilées,
Mon esprit, tu te meus avec agilité,
Et, comme un bon nageur qui se pâme dans l’onde,
Tu sillonnes gaiement l’immensité profonde
Avec une indicible et mâle volupté.
Envole-toi bien loin de ces miasmes morbides;
Va te purifier dans l’air supérieur,
Et bois, comme une pure et divine liqueur,
Le feu clair qui remplit les espaces limpides.
Derrière les ennuis et les vastes chagrins
Qui chargent de leur poids l’existence brumeuse,
Heureux celui qui peut d’une aile vigoureuse
S’élancer vers les champs lumineux et sereins;
Celui dont les pensers, comme des alouettes,
Vers les cieux le matin prennent un libre essor,
– Qui plane sur la vie, et comprend sans effort
Le langage des fleurs et des choses muettes!


Charles Baudelaire – La sfortuna

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Interpretata da Luigi Maria Corsanico

Erik Satie – Gymnopédie No. 1
Paul Barton, piano

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SPLEEN E IDEALE
XI
LA SFORTUNA

Per sollevare un peso così grave,
Sisifo, occorrerebbe il tuo coraggio!
Benché ci sia la voglia di lavorare
è lunga l’Arte e il Tempo è breve.

Lontano da celebri sepolcri,
verso un isolato cimitero,
il mio cuore, a colpi di tamburo
batte in sordina marce funebri.

— Numerosi gioielli dormono sepolti
nelle tenebre e nel silenzio, assai
lontani da picconi e trivelle;

Numerosi fiori a malincuore
spandono profumi dolci come segreti
in solitudini profonde.

Charles Baudelaire – Canto d’autunno

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Richard Wagner – “Tristan und Isolde” (excerpt)

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EDIZIONE 1861
SPLEEN E IDEALE

LVI
CANTO D’AUTUNNO

I

Piomberemo a breve nelle fredde tenebre.
Addio vivida luce delle nostre estati troppo brevi!
Sento già cadere con funerei colpi
la legna che rimbomba sul lastrico dei cortili.

L’inverno intero sta per entrarmi nel cuore:
collera, odio, fremiti, orrore, lavoro duro e forzato,
e come il sole nel suo inferno polare,
il mio cuore sarà soltanto un sasso rosso e gelido.

Ascolto con tremore ogni ceppo che cade:
non ha eco più sorda innalzare un patibolo.
Il mio spirito è simile a una torre che crolla
sotto i colpi dell’ariete infaticabile e pesante.

Mi sembra, cullato dai colpi monotoni,
che in qualche luogo si chiuda in gran fretta una bara.
Per chi? Ieri era estate ed ecco l’autunno!
Questo rumore misterioso suona come un addio.

II

Amo dei tuoi lunghi occhi i verdi bagliori
dolce bellezza, ma tutto oggi mi è amaro,
e nulla, il tuo amore, l’alcova o il focolare
vale come il sole sfavillante sul mare.

E tuttavia amami, fammi da madre, tenero cuore,
anche per un ingrato, anche per un malvagio.
Amante o sorella, sii la dolcezza effimera
d’un glorioso autunno o di un sole al tramonto.

Compito breve! L’avida tomba attende!
Ah! Lasciami, la fronte sulle tue ginocchia,
gustare nel rimpianto dell’estate bianca e torrida,
il raggio giallo e dolce dell’autunno pieno.

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Charles Baudelaire – Sono pieno di ricordi…

Charles Baudelaire
I fiori del mal
e
1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Richard Wagner
Wesendonck Lieder, Träume
Jill Valentine, viola
Madeline Slettedahl, piano

~~~~~

Sono pieno di ricordi come avessi mille anni.

Un mobile enorme con cassetti colmi di versi,
bilanci, processi, romanze, dolci biglietti
con spesse ciocche di capelli avvolte nelle quietanze,
nasconde meno segreti del mio triste cervello.
È una piramide, un immenso sepolcro nascosto
che contiene più morti di una fossa comune.
Io sono un cimitero che la luna rifugge,
dove lunghi versi, strisciando come rimorsi,
si accaniscono sempre sui miei morti più cari.
Sono una vecchia stanza piena di rose appassite
dove giacciono in gran disordine modelli superati,
dove pastelli lacrimosi e pallidi Boucher
aspirano il profumo vecchio di un flacone aperto.
Nulla eguaglia in lunghezza queste giornate assurde
quando sotto i fiocchi pesanti di nevose annate
la noia, frutto della piatta apatia,
assume le dimensioni di un essere immortale.
— Ormai tu non sei, o materia vivente,
che una roccia circondata da spaventose onde,
una roccia assopita in fondo a un Sahara brumoso,
una vecchia sfinge ignorata da un mondo senza pensieri,
dimenticata dagli atlanti, e dall’umore scontroso
che canta solamente ai raggi del tramonto.

Charles Baudelaire – Spleen LX

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Richard Wagner
Wesendonck Lieder, Träume
Jill Valentine, viola
Madeline Slettedahl, piano

~~~~~~~~~

Sono pieno di ricordi come avessi mille anni.

Un mobile enorme con cassetti colmi di versi,
bilanci, processi, romanze, dolci biglietti
con spesse ciocche di capelli avvolte nelle quietanze,
nasconde meno segreti del mio triste cervello.
È una piramide, un immenso sepolcro nascosto
che contiene più morti di una fossa comune.
Io sono un cimitero che la luna rifugge,
dove lunghi versi, strisciando come rimorsi,
si accaniscono sempre sui miei morti più cari.
Sono una vecchia stanza piena di rose appassite
dove giacciono in gran disordine modelli superati,
dove pastelli lacrimosi e pallidi Boucher
aspirano il profumo vecchio di un flacone aperto.
Nulla eguaglia in lunghezza queste giornate assurde
quando sotto i fiocchi pesanti di nevose annate
la noia, frutto della piatta apatia,
assume le dimensioni di un essere immortale.
— Ormai tu non sei, o materia vivente,
che una roccia circondata da spaventose onde,
una roccia assopita in fondo a un Sahara brumoso,
una vecchia sfinge ignorata da un mondo senza pensieri,
dimenticata dagli atlanti, e dall’umore scontroso
che canta solamente ai raggi del tramonto.

CHARLES BAUDELAIRE – IL GUSTO DEL NULLA

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini / Edizioni Caffè Tergeste
EDIZIONE 1861
Poesie aggiunte alla seconda edizione

SPLEEN E IDEALE
LXXX IL GUSTO DEL NULLA

LE GOÛT DU NÉANT

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Arvo Pärt – Fratres, for violin, string orchestra and percussion
Gil Shaham, violin – Roger Carlsson, percussion
Gothenburg Symphony Orchestra, Neeme Järvi

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Spirito triste, un tempo innamorato della lotta,
la Speranza, che t’incitava con il suo sperone,
non vuol più cavalcarti! Sdràiati senza pudore,
vecchio cavallo il cui piede inciampa ad ogni passo.

Rassègnati, o cuore, dormi il sonno del bruto.

Spirito vinto, sfinito, per te, vecchio ladro,
l’amore non ha più gusto, non ha più gusto la lotta.
Addio, dunque, squilli di tromba, sospiri di flauto!
Non tentate più, piaceri, un cuore triste e buio!

La Primavera adorabile ha perduto il profumo!

E il Tempo mi inghiotte, attimo dopo attimo,
come neve profonda un corpo irrigidito.
Dall’alto contemplo la rotondità della terra
e non vi cerco più il riparo di una capanna.

Nel cadere vorresti portarmi via, valanga?

Charles Baudelaire – Aggiornamenti

Aggiornamenti: Charles Baudelaire / Les Fleurs du Mal

Traduzione di Marcello Comitini

Spleen LX

Sono pieno di ricordi come avessi mille anni.

L’albatro

Spesso per divertirsi, gli uomini d’equipaggio catturano degli albatri…

Elevazione

Al di sopra di laghi e di montagne…

La morte

La morte degli amanti / La morte dei poveri / La morte degli artisti

LXII Spleen

Quando il cielo basso e cupo pesa…

L’uomo e il mare

Uomo libero, sempre amerai il mare!

La musica

La musica talvolta m’avvolge come un mare!

L’ennemi

Ma jeunesse ne fut qu’un ténébreux orage…

Il nemico

Fu la mia giovinezza una tempesta oscura…

Canto d’autunno

Piomberemo a breve nelle fredde tenebre.

La Bellezza

Sono bella, o mortali, come un sogno di pietra…

L’irrimediabile

Un Essere, una Forma, un’Idea…

Tristezze della luna

Questa sera la luna più languida sogna.

A una passante

Intorno mi assordava la strada con clamore.

CHARLES BAUDELAIRE – A UNA PASSANTE

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Quadri parigini (Tableaux parisiens)
XCIII
A UNA PASSANTE
(À une passante)

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Lionello Balestrieri
Une femme dans une rue parisienne de nuit, 1924

Parisienne sur la place de la Concorde
Jean Béraud, vers 1885

Maurice Ravel, Prélude en la mineur
Katia Labèque, piano

~~~~~~~~

Intorno mi assordava la strada con clamore.
Alta, magra, nel lutto di un dolore maestosa,
una donna che passava, con elegante mano
sollevò l’orlo della gonna vaporosa:

una gamba armoniosa, agile e scultorea.
E io, io bevevo, teso come un ossesso,
nel cielo livido dei suoi occhi, dove germina l’uragano,
la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.

Un lampo … poi la notte! Fuggitiva bellezza,
il cui sguardo mi ha fatto rinascere all’improvviso,
mai più t’incontrerò che nell’eternità?

Altrove, troppo tardi, certo più lontano, forse giammai!
perché ignoro dove fuggi, e tu non sai dove vado,
tu che avrei amato, tu che lo sapevi!

Charles Baudelaire – LXV, TRISTEZZE DELLA LUNA

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Claude Debussy, Beau Soir
Transcrizione per violoncello e pianoforte di Nicholas Canellakis
Nicholas Canellakis, cello
Michael Brown, piano

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I FIORI DEL MALE
SPLEEN E IDEALE
LXV
TRISTEZZE DELLA LUNA

Questa sera la luna più languida sogna.
Come una bella donna che su molti cuscini
con la mano carezza distratta e leggera
prima di addormentarsi il contorno dei suoi seni.

Sul dorso satinato di molli valanghe,
morente si abbandona a lunghi svenimenti
e il suo sguardo volge alle bianche visioni
che salgono nell’azzurro come fioriture.

Quando su questa terra, nel suo pigro languore,
lascia a volte una lacrima discendere furtiva,
un poeta pietoso, nemico del sonno,

nella mano raccoglie la pallida lacrima,
dai riflessi iridati come scheggia d’opale,
e nel suo cuore la chiude, lontano dal sole.