DIEGO BRUSCHI – S’abbeverano con vera eleganza

DIEGO BRUSCHI
S’abbeverano con vera eleganza

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Nino Rota, da “Le Notti Di Cabiria “

foto dal web

©Diego Bruschi
S’abbeverano con vera eleganza
Pubblicato il 29 agosto 2019

È utile star seduti al bar, conversando con amici vecchi e nuovi? Credo di sì. Ma attenzione, l’essenziale non è quel che si dice, si commenta, si espone con rude battuta o con alata (autoironica) parola. L’essenziale è esserci davvero, corpi. Da anni il cosiddetto virtuale sembra rendere inutili i corpi, come ingombranti lenti attrezzi, da superare nel fiotto digitale di parole facili a scriversi. Parole che scivolano, giù nel lavandino del nulla. Invece i corpi rendono vera la parola, espressivo il silenzio, il pulsare inesorabile del tempo. E poi, si beve, la bocca non serve solo per parlare. Così come s’abbeverano con vera eleganza gli animali nei documentari. È utile star seduti al bar, si è finalmente animali, veri e dignitosi.

“Una sigaretta dal mio cuore” di Diego Bruschi

Una sigaretta dal mio cuore
di Diego Bruschi ©
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Astor Piazzolla & Gerry Mulligan – Close Your Eyes And Listen (excerpt)

Immagini dal web, rielaborate da L.M. Corsanico, di proprietà degli autori.

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Una sigaretta dal mio cuore
di Diego Bruschi ©

I fari delle macchine si susseguono, là sul cavalcavia davanti al porto. Il flusso di luci sarebbe anche bello, sembra l’inizio d’un film. Ma quante solitudini sulle grandi strade, ognuno nel suo guscio, scaldato dal falso focolare del navigatore. Strade dense di gente che non si parla, non si ascolta, reciproca totale irrilevanza.
Certe stradine d’operaia periferia, quando tornavo, salutavo sempre qualcuno, perfino certi litigi, dalle finestre, mi facevano compagnia. Eppure la vera ricchezza, quella che fa star bene, è farsi compagnia.
Amicizia, vicinanza, dolcezza, ma anche timido virile silenzio, la sigaretta offerta col pacchetto in mano, quelle nazionali era metafora del cuore, ecco, prendi una sigaretta dal mio cuore.
Io stesso, da tutti definito come un brav’uomo, non sono esente del piccolo vischioso egoismo di chi ha troppo, egoismo del pin. Solitudine da bancomat.
Diamoci una mossa, torniamo umani, è l’unica soluzione per non impazzire con questo ghiaccio sul cuore.