Fabrizio Centofanti – Poesie

Fabrizio Centofanti ©
Poesie

Lettura e immagini di Luigi Maria Corsanico

Erik Satie – Gnossienne No.4
Reinbert de Leeuw, piano

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Come il tempo

Il cielo è attraversato dalle pecore:
ma anche da conigli, pescecani,
dinosauri, ippopotami, giraffe.
Stanno lì a ricordarci che ogni cosa
è fuori e dentro, in forma di emblema.

Gli alberi sono fermi.
Anzi, ogni tanto scuotono le foglie,
per non essere da meno. In alto,
si inseguono uccelli che non sanno
dove andare, ma ci vanno lo stesso.

Il vetro che separa dall’esterno
è un granello di polvere sull’anima.

Passa un autobus vuoto, come il tempo.

Arte

Che cosa vuoi sapere di una vita?
Pochi dati di fila sopra un foglio,
una voce, magari raffreddata.
Chi può dire chi sono?

Gli oceani attraversati a nuoto, l’ora,
sempre quella, da tempo immemorabile,
il telefono che squilla per ridire
l’uno è ammalato, l’altro non c’è più.

Se sapessero chi resta davvero,
forse non urlerebbero così:
saper dimenticare, questo è arte.

Voli

Gli aerei vanno dietro la collina
come pensieri tristi, che svaniscono.
Magari i passeggeri sono allegri,
tornano da lontano, sono a casa.

Atterro anch’io da voli secolari,
in fuga da un addio:
la cintura stretta intorno ai sogni,
a inutili paure,
all’attesa di cuori pendolari,
in un volo qualunque,
però è il mio.