Paul Éluard – Tu te lèves…

Paul Éluard (1895-1952)
Tu te lèves…

(Facile) 1935


Lu par Luigi Maria Corsanico


Anne W Brigman
The Bubble, 1907. Source


Scriabin – Prelude Op. 15, No. 4 in E major

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Tu te lèves l’eau se déplie
Tu te couches l’eau s’épanouit

Tu es l’eau détournée de ses abîmes
Tu es la terre qui prend racine
Et sur laquelle tout s’établit

Tu fais des bulles de silence dans le désert des bruits
Tu chantes des hymnes nocturnes sur les cordes de l’arc-en-ciel,
Tu es partout tu abolis toutes les routes

Tu sacrifies le temps
À l’éternelle jeunesse de la flamme exacte
Qui voile la nature en la reproduisant

Femme tu mets au monde un corps toujours pareil
Le tien

Tu es la ressemblance

T’amo – Paul Éluard

Paul Éluard – T’amo
da “Paul Éluard, Ultime poesie d’amore”
Passigli Poesia, 1996
Traduzione di Vincenzo Accame


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Willy Ronis, Gli innamorati della Bastiglia, 1957


Francis Poulenc
Novelette No.3 in E minor [Jiang Yi Lin]

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T’amo per tutte le donne che non ho conosciuto
T’amo per tutte le stagioni che non ho vissuto
Per l’odore d’altomare e l’odore del pane fresco
Per la neve che si scioglie per i primi fiori
Per gli animali puri che l’uomo non spaventa
T’amo per amare
T’amo per tutte le donne che non amo
Sei tu stessa a riflettermi io mi vedo cosí poco
Senza di te non vedo che un deserto
Tra il passato e il presente
Ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore
Non ho potuto rompere il muro del mio specchio
Ho dovuto imparare parola per parola la vita
Come si dimentica
T’amo per la tua saggezza che non è la mia
Per la salute
T’amo contro tutto quello che ci illude
Per questo cuore immortale che io non posseggo
Tu credi di essere il dubbio e non sei che ragione
Tu sei il sole forte che mi inebria
Quando sono sicuro di me.

Paul Éluard – Poter dire tutto

Paul Éluard – Poter dire tutto
(Pouvoir tout dire)
“Dignes de vivre pouvoir tout dire”
Septembre 1950 – Tchou Editeur
Traduzione di Marcello Comitini

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Erik Satie: Ogives
Reinbert de Leeuw

Tutto sta nel dire tutto e io non ho parole
E non ho tempo e non ho l’audacia
Sogno ed espongo a caso le mie immagini
Ho vissuto male e male ho appreso a parlare chiaro

Dire tutto le rocce la strada e i selciati
Le strade e i loro passanti i campi e i pastori
La lanugine della primavera la ruggine dell’inverno
Il freddo e il caldo che compongono un solo frutto

Voglio mostrare la folla e ogni uomo in dettaglio
Con ciò che gli dà forza e che lo fa disperare
E sotto le sue stagioni d’uomo tutto ciò che egli illumina
La sua storia e il suo sangue la sua storia e il suo dolore

Voglio mostrare la folla immensa separata
La folla compartimentata come in un cimitero
E la folla più forte della sua ombra impura
Che ha infranto le sue mura che ha sconfitto i suoi padroni

La famiglia delle mani la famiglia delle foglie
E l’animale errante senza personalità
Il fiume e la rugiada feconde e fertili
La giustizia in piedi la felicità ben impiantata

La felicità di un bambino saprò mai dedurla
Dalla sua palla o dalla sua bambola o dal bel tempo
E la felicità di un uomo avrò mai la fermezza
Di dirla secondo la moglie e i suoi figli

Sarò mai in grado di chiarire l’amore e le sue ragioni
La sua tragedia di piombo la sua commedia di paglia
I gesti meccanici che lo rendono quotidiano
E le carezze che lo rendono eterno

E sarò mai capace di mettere insieme il raccolto
Al letame proprio come si fa con la bellezza
Potrò paragonare il bisogno al desiderio
E l’ordine meccanico all’ordine del piacere

Avrò mai abbastanza parole per liquidare l’odio
Per l’odio sotto l’ ala enorme delle collere
E mostrare la vittima che schiaccia i carnefici
Saprò colorare la parola rivoluzione

L’oro libero dell’alba in occhi sicuri di sé stessi
Nulla gli somiglia tutto è nuovo tutto è prezioso
Sento piccole parole divenire massime
L’intelligenza è semplice al di là delle sofferenze

Come saprò mai dire quanto io sia contro
le manie assurde create dalla solitudine
Ho rischiato di morire senza potermi difendere
Come ne muore un eroe legato imbavagliato

Ho rischiato d’essere dissolto corpo cuore spirito
Senza forme e anche con tutte le forme
Di cui si circondano marciume e decadimento
E compiacenza e guerra indifferenza e crimine

Poco mancò che i miei fratelli non mi dessero la caccia
Mi sono affermato senza capire nulla della loro lotta
Credevo di cogliere nel presente più di quanto lui non possedesse
Ma non avevo alcuna idea dell’indomani

Alla fin fine, devo tutto ciò che sono
Agli uomini che hanno saputo cosa contiene la vita
A tutti gli insorti che controllano i loro strumenti
E controllano il loro cuore e si stringono la mano

Uomini continuamente tra umani senza una piega
Un canto che sale e dice quello che sempre si dice
Coloro che indirizzano il nostro futuro contro la morte
Contro i sotterranei dei nani e dei pazzi.

Potrò mai dire infine che si è aperta la porta
Della cantina dove le botti proiettano la loro massa scura
Sulla vigna o il vino imprigiona il sole
Usando le parole dello stesso viticoltore

Le donne sono scolpite come l’acqua o la pietra
Tenere o troppo integre dure o leggere
Gli uccelli passano attraverso altri spazi
Un cane domestico si trascina alla ricerca di un vecchio osso

La mezzanotte non ha più eco che per un uomo molto vecchio
Che rovina il suo tesoro in canzoni banali
Anche questa ora della notte non è persa
Io mi addormenterò solo se altri si svegliano

Potrò mai dire che niente vale la giovinezza
Mostrando il solco dell’età sulla guancia
Niente vale la sequenza infinita di riflessi
Iniziando dall’impeto di semi e fiori

Iniziando da una parola schietta e cose reali
La fiducia andrà senza idea di ritorno
Io voglio che si risponda prima di chiedere
E nessuno parlerà una lingua straniera

E nessuno avrà voglia di calpestare un tetto
Incendiare le città seppellire i morti
Perché avrò tutte le parole che giovano a costruire
E che fanno credere nel tempo come unica fonte

Bisognerà ridere ma rideremo di salute
Rideremo di essere fraterni in ogni momento
Saremo buoni con gli altri come lo si è
Con sé stessi quando si ama d’essere amati

I brividi delicati lasceranno posto alle onde
Della gioia di esistere più fresca del mare
Niente ci farà più dubitare di questo poema
Che scrivo oggi per cancellare ieri.

Paul Éluard, Pouvoir tout dire, 1950 (Traduzione di Marcello Comitini)

Paul Éluard – La mia morte vivente

Paul Éluard – La mia morte vivente
Ma morte vivante

Traduzione di Vincenzo Accame
da “Paul Éluard, Ultime poesie d’amore”
Passigli Poesia, 1996
da “Le Phénix”, 1951, in “Derniers poèmes d’amour”
Seghers, Paris, 1963

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Henri Martinie – Nusch y Paul Éluard, 1935

Paul Hindemith – Trauermusik for Viola and Strings (1936)
Yuri Bashmet, viola

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Nel mio dolore nulla è in movimento
Di quello che io stesso sono stato
Attendo nessuno verrà
Né di giorno né di notte né mai piú
I miei occhi si sono separati dai tuoi occhi
Perdono la fiducia perdono la luce
La mia bocca si è separata dalla tua bocca
La mia bocca si è separata dal piacere
E dal senso dell’amore e dal senso della vita
Le mie mani si sono separate dalle tue mani
Le mie mani lasciano sfuggire tutto
I miei piedi si sono separati dai tuoi piedi
Non avanzeranno piú non ci sono piú strade
Non conosceranno piú né il peso né il riposo
Mi è concesso di veder finire la mia vita
Con la tua
La mia vita è in tuo potere
Che ho creduto infinita
E l’avvenire la mia sola speranza è il mio sepolcro
Identico al tuo circondato da un mondo indifferente
Ero cosí vicino a te che ho freddo vicino agli altri.

Paul Éluard – Ti alzi…

Paul Éluard(1895-1952)
Ti alzi…

(Facile) 1935
Traduzione di Marcello Comitini


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Anne W Brigman
The Bubble, 1907. Source


Scriabin – Prelude Op. 15, No. 4 in E major

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Ti alzi l’acqua si diffonde
Ti corichi l’acqua si fa fiore

Tu sei l’acqua deviata dai suoi abissi
Sei la terra che mette le radici
E sulla quale tutto si fonda

Generi bolle di silenzio nel deserto dei frastuoni
Canti gl’inni notturni sulle corde dell’arcobaleno
Tu sei ovunque ogni strada rendi inutile

Tu sacrifichi il tempo
All’eterna giovinezza della fiamma perfetta
Che nasconde la natura riproducendola

Donna tu metti al mondo un corpo sempre simile
Il tuo

Tu sei la somiglianza