Arsenij Tarkovskij-Fëdor Dostoevskij-Sergej Esenin-Iosif Brodskij-Vladimir Majakovskij-Evgenij Evtušenko-Andrej Dement’ev-Konstantin Simonov-Michail Lermontov

Giuseppe Ungaretti – Se tu mio fratello

REGISTRAZIONE DEL 12 GIUGNO 2018

Giuseppe Ungaretti – Se tu mio fratello
Il Dolore

in Vita d’un uomo. Tutte le poesie
Mondadori, 2005

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Alexander Scriabin – Prelude op.11 No.22
Eduardo Fernandez, piano

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Se tu mi rivenissi incontro vivo,
Con la mano tesa,
Ancora potrei,
Di nuovo in uno slancio d’oblio, stringere,
Fratello, una mano.

Ma di te, di te piú non mi circondano
Che sogni, barlumi,
I fuochi senza fuoco del passato.

La memoria non svolge che le immagini
E a me stesso io stesso
Non sono già piú
Che l’annientante nulla del pensiero.

GIUSEPPE UNGARETTI – I FIUMI

REGISTRAZIONE DELL’OTTO DICEMBRE 2015

GIUSEPPE UNGARETTI
I FIUMI

“L’allegria” è una raccolta di poesie pubblicata da Giuseppe Ungaretti nel 1931. Il suo titolo originario era Allegria di naufragi.

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Georg Friedrich Händel: Xerxes, Largo (Ombra mai fu)

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Cotici, il 16 agosto 1916

Mi tengo a quest’albero mutilato
Abbandonato in questa dolina
Che ha il languore
Di un circo
Prima o dopo lo spettacolo
E guardo
Il passaggio quieto
Delle nuvole sulla luna
Stamani mi sono disteso
In un’urna d’acqua
E come una reliquia
Ho riposato
L’Isonzo scorrendo
Mi levigava
Come un suo sasso
Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come un acrobata
Sull’acqua
Mi sono accoccolato
Vicino ai miei panni
Sudici di guerra
E come un beduino

Mi sono chinato a ricevere
Il sole
Questo è l’Isonzo
E qui meglio
Mi sono riconosciuto
Una docile fibra
Dell’universo
Il mio supplizio
È quando
Non mi credo
In armonia
Ma quelle occulte
Mani
Che m’intridono
Mi regalano
La rara
Felicità
Ho ripassato
Le epoche
Della mia vita
Questi sono
I miei fiumi

Questo è il Serchio
Al quale hanno attinto
Duemil’anni forse
Di gente mia campagnola
E mio padre e mia madre.
Questo è il Nilo
Che mi ha visto
Nascere e crescere
E ardere d’inconsapevolezza
Nelle distese pianure
Questa è la Senna
E in quel suo torbido
Mi sono rimescolato
E mi sono conosciuto
Questi sono i miei fiumi
Contati nell’Isonzo
Questa è la mia nostalgia
Che in ognuno
Mi traspare
Ora ch’è notte
Che la mia vita mi pare
Una corolla
Di tenebre

BERTOLT BRECHT – A COLORO CHE VERRANNO

Bertolt Brecht – A coloro che verranno
An die Nachgeborenen
(Svendborger Gedichte, 1939)

A cura di Ruth Leiser e Franco Fortini
Bertolt Brecht,
Poesie e canzoni
Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino.
Prima edizione nei “Millenni”, 1959. pp. 136-138

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Zoltán Kodály, Sonata for Cello Solo in B Minor, Op.8
Pierre Fournier

Le Poesie di Svendborg (in tedesco: Svendborger Gedichte) sono una raccolta di poesie del poeta e drammaturgo tedesco Bertolt Brecht. La raccolta prende il nome dalla località di Svendborg nell’isola di Fyn, luogo di permanenza di Brecht durante il suo esilio in Danimarca, dal 1933 al 1939.

A coloro che verranno.

1.
Davvero, vivo in tempi bui!
La parola innocente è stolta. Una fronte distesa
vuol dire insensibilità. Chi ride,
la notizia atroce
non l’ha saputa ancora.
Quali tempi sono questi, quando
discorrere d’alberi è quasi un delitto,
perché su troppe stragi comporta silenzio!
E l’uomo che ora traversa tranquillo la via
mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici
che sono nell’affanno?
E’ vero: ancora mi guadagno da vivere.
Ma, credetemi, è appena un caso. Nulla
di quel che fo m’autorizza a sfamarmi.
Per caso mi risparmiano. (Basta che il vento giri, sono perduto).
«Mangia e bevi!», mi dicono: «E sii contento di averne».
Ma come posso io mangiare e bere, quando
quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e
manca a chi ha sete il mio bicchiere d’acqua?
Eppure mangio e bevo.
Vorrei anche essere un saggio.
Nei libri antichi è scritta la saggezza:
lasciar le contese del mondo e il tempo breve
senza tèma trascorrere.
Spogliarsi di violenza,
render bene per male,
non soddisfare i desideri, anzi
dimenticarli, dicono, è saggezza.
Tutto questo io non posso:
davvero, vivo in tempi bui!

2.
Nelle città venni al tempo del disordine,
quando la fame regnava.
Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte
e mi ribellai insieme a loro.
Così il tempo passò
che sulla terra m’era stato dato.
Il mio pane, lo mangiai tra le battaglie.
Per dormire mi stesi in mezzo agli assassini.
Feci all’amore senza badarci
e la natura la guardai con impazienza.
Così il tempo passò
che sulla terra m’era stato dato.
Al mio tempo, le strade si perdevano nella palude.
La parola mi tradiva al carnefice.
Poco era in mio potere. Ma i potenti
posavano più sicuri senza di me; o lo speravo.
Così il tempo passò
che sulla terra m’era stato dato.
Le forze erano misere. La meta
era molto remota.
La si poteva scorgere chiaramente, seppure anche per me
quasi inattingibile.
Così il tempo passò
che sulla terra m’era stato dato.

3.
Voi che sarete emersi dai gorghi
dove fummo travolti
pensate
quando parlate delle nostre debolezze
anche ai tempi bui
cui voi siete scampati.
Andammo noi, più spesso cambiando paese che scarpe,
attraverso le guerre di classe, disperati
quando solo ingiustizia c’era, e nessuna rivolta.
Eppure lo sappiamo:
anche l’odio contro la bassezza
stravolge il viso.
Anche l’ira per l’ingiustizia
fa roca la voce. Oh, noi
che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,
noi non si poté essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuta l’ora
che all’uomo un aiuto sia l’uomo,
pensate a noi
con indulgenza.

ALBERTO DI RACO – PER UN XXV APRILE

Alberto Di Raco, è nato a Roma nel 1940 e vive a Torino.
Per un XXV aprile
Metàmeri, Mondadori 1978

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Opera pittorica di Edgar Caracristi

Samuel Barber
String Quartet Op. 11. Adagio
Dover Quartet

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Due particolari ringraziamenti: all’amico poeta Marcello Comitini, per avermi proposto la lettura del poema di Alberto Di Raco e alla disponibilità dell’artista e amico Edgar Caracristi, con alcune sue stupende opere pittoriche.

Mario Lunetta – Il Messaggero – 1978
“…E’ la voce roca, torbida e irriducibile di uno scrittore
tra i più adulti della sua generazione.
Ed è impossibile non udirla.”
MARIO LUNETTA – METÁMERI

Konstantinos Kavafis – La città

Registrazione del 14 ottobre 2017 (dedicata a me stesso)

Konstantinos Kavafis
La città in “Le poesie”, traduzione a cura di Nicola Crocetti,
Einaudi 2015
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Opera pittorica di Edgar Caracristi

Sibelius Kuusi Op. 75 Nr. 5
Hanna-Mari Zinovjev, piano

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Dicesti: «Andrò in un’altra terra, su un altro mare.
Ci sarà una città meglio di questa.
Ogni mio sforzo è una condanna scritta;
e il mio cuore è sepolto come un morto.
In questo marasma quanto durerà la mente?
Ovunque giro l’occhio, ovunque guardo
vedo le nere macerie della mia vita, qui
dove tanti anni ho trascorso, distrutto e rovinato».

Non troverai nuove terre, non troverai altri mari.
Ti verrà dietro la città. Per le stesse strade
girerai. Negli stessi quartieri invecchierai;
e in queste stesse case imbiancherai.
Finirai sempre in questa città. Verso altri luoghi – non sperare –
non c’è nave per te, non c’è altra via.
Come hai distrutto la tua vita qui
in questo cantuccio, nel mondo intero l’hai perduta.

FERNANDO PESSOA – Sono stato amato veramente soltanto una volta

FERNANDO PESSOA
IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE

A cura di Valeria Tocco
OSCAR MONDADORI

Pessoa, Fernando, 1888-1935.
Livro do desassossego : composto por Bernardo Soares,
ajudante de guarda-livros na cidade de Lisboa / Fernando Pessoa;
organização Richard Zenith. – 3ª edição – São Paulo : Companhia das Letras, 2011

Frammento 297 (235)
Sono stato amato veramente soltanto una volta
Só uma vez fui verdadeiramente amado [1930]

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Arvo Pärt – Tabula Rasa, II. Silentium – Senza moto (excerpt)
Gidon Kremer (violin).
Tatjana Grindenko (violin).
Alfred Schnittke (prepared piano).
Lithuanian Chamber Orchestra – Saulius Sondeckis

CHARLES BUKOWSKI – UN DOLLARO E VENTI CENTESIMI

SOUNDS&VOICE PROJECT

TRIBUTE TO CHARLES BUKOWSKI

Luigi Maria Corsanico, voce recitante

Neu Musik Duett
Guido Mazzon, tromba
Marta Sacchi, Live electronics / keyboard

CHARLES BUKOWSKI – UN DOLLARO E VENTI CENTESIMI
Compagno di sbronze
© Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano
Prima edizione nella collana “Universale Economica” gennaio 1999
Traduzione di Simona Viciani
Titolo originale: A Dollar And Twenty Cents, 1967
Erections, Ejaculations, Exhibitions, and General Tales of Ordinary Madness
Charles Bukowski
Published by City Lights Books, San Francisco, California, 1972

Una rara copia, firmata e iscritta da quattro persone con legami profondi e personali con l’autore. Primo fra tutti è la poetessa e scultrice Linda King – a cui il libro è stato dedicato e con la quale Bukowski ha condiviso un rapporto prolungato e tumultuoso – sotto la dedica stampata di Bukowski a lei, scrive: “Bukowski ha detto:” Questo dimostra che ti amo davvero. Nessuno dedica due libri a una persona.” Linda King.” Firmato sul frontespizio dall’editore di City Lights Lawrence Ferlinghetti, dal poeta A.D. Winans, e dall’amico e biografo di Bukowski Neeli Cherkovski, che scrive: “Chi ha vissuto alcune di queste storie”.