FERNANDO PESSOA-FRAMMENTO

Fernando Pessoa – La libertà è la possibilità dell’isolamento

Voce recitante: Luigi Maria Corsanico
con
Neu Musik Duett – “L’ancien cycle”
Guido Mazzon, tromba
Marta Sacchi, flauto sopranino

FERNANDO PESSOA
IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE

di Bernardo Soares
Frammento
Nel 1986, Maria José de Lancastre e Antonio Tabucchi
tradussero e curarono per Feltrinelli la prima edizione
italiana del Livro do Desassossego.

A liberdade é a possibilidade do isolamento.
Livro do Desassossego por Bernardo Soares.Vol.II. Fernando Pessoa.
(Recolha e transcrição dos textos de Maria Aliete Galhoz e Teresa Sobral Cunha. Prefácio e Organização de Jacinto do Prado Coelho.)
Lisboa: Ática, 1982. – 456.

KAFKA – DER GEIER / L’AVVOLTOIO

FRANZ KAFKA – L’AVVOLTOIO / DER GEIER

DER GEIER2022
Neu Musik Duett
Guido Mazzon, tromba
Marta Sacchi, pocket trumpet

Luigi Maria Corsanico
voce recitante

KAFKA
Racconti
a cura di Ervino Pocar
i Meridiani
© Arnoldo Mondadori Editore 1970


Stesura: settembre 1920
Prima pubblicazione: 1936
in: Beschreibung eines Kampfes.
hrsg. von Max Brod in Gemeinschaft
mit Heinz Politzer, Prag, Verlag Heinrich Mercy Sohn.

PIER PAOLO PASOLINI – LE CENERI DI GRAMSCI

DI PIER PAOLO PASOLINI
LE CENERI DI GRAMSCI. 1954
“ma a che serve la luce?”
Luigi Maria Corsanico, voce
Guido Mazzon, musicacomposizione originale ©2022

Pier Paolo Pasolini
le ceneri di Gramsci
GARZANTI, 1957

Immagine:
Pasolini davanti alla tomba di Gramsci
nel Cimitero acattolico di Roma.

ALBERTO DI RACO – PER UN XXV APRILE

Alberto Di Raco, è nato a Roma nel 1940 e vive a Torino.
Per un XXV aprile
Metàmeri, Mondadori 1978

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Opera pittorica di Edgar Caracristi

Samuel Barber
String Quartet Op. 11. Adagio
Dover Quartet

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Due particolari ringraziamenti: all’amico poeta Marcello Comitini, per avermi proposto la lettura del poema di Alberto Di Raco e alla disponibilità dell’artista e amico Edgar Caracristi, con alcune sue stupende opere pittoriche.

Mario Lunetta – Il Messaggero – 1978
“…E’ la voce roca, torbida e irriducibile di uno scrittore
tra i più adulti della sua generazione.
Ed è impossibile non udirla.”
MARIO LUNETTA – METÁMERI

FERNANDO PESSOA – Sono stato amato veramente soltanto una volta

FERNANDO PESSOA
IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE

A cura di Valeria Tocco
OSCAR MONDADORI

Pessoa, Fernando, 1888-1935.
Livro do desassossego : composto por Bernardo Soares,
ajudante de guarda-livros na cidade de Lisboa / Fernando Pessoa;
organização Richard Zenith. – 3ª edição – São Paulo : Companhia das Letras, 2011

Frammento 297 (235)
Sono stato amato veramente soltanto una volta
Só uma vez fui verdadeiramente amado [1930]

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Arvo Pärt – Tabula Rasa, II. Silentium – Senza moto (excerpt)
Gidon Kremer (violin).
Tatjana Grindenko (violin).
Alfred Schnittke (prepared piano).
Lithuanian Chamber Orchestra – Saulius Sondeckis

CHARLES BUKOWSKI – UN DOLLARO E VENTI CENTESIMI

SOUNDS&VOICE PROJECT

TRIBUTE TO CHARLES BUKOWSKI

Luigi Maria Corsanico, voce recitante

Neu Musik Duett
Guido Mazzon, tromba
Marta Sacchi, Live electronics / keyboard

CHARLES BUKOWSKI – UN DOLLARO E VENTI CENTESIMI
Compagno di sbronze
© Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano
Prima edizione nella collana “Universale Economica” gennaio 1999
Traduzione di Simona Viciani
Titolo originale: A Dollar And Twenty Cents, 1967
Erections, Ejaculations, Exhibitions, and General Tales of Ordinary Madness
Charles Bukowski
Published by City Lights Books, San Francisco, California, 1972

Una rara copia, firmata e iscritta da quattro persone con legami profondi e personali con l’autore. Primo fra tutti è la poetessa e scultrice Linda King – a cui il libro è stato dedicato e con la quale Bukowski ha condiviso un rapporto prolungato e tumultuoso – sotto la dedica stampata di Bukowski a lei, scrive: “Bukowski ha detto:” Questo dimostra che ti amo davvero. Nessuno dedica due libri a una persona.” Linda King.” Firmato sul frontespizio dall’editore di City Lights Lawrence Ferlinghetti, dal poeta A.D. Winans, e dall’amico e biografo di Bukowski Neeli Cherkovski, che scrive: “Chi ha vissuto alcune di queste storie”.

DUST’S SOUNDS&VOICE – TRIBUTO A JOHN FANTE

DUST’S SOUNDS&VOICE – TRIBUTO A JOHN FANTE
Ask the dust – Guido Mazzon /Original prelude2022 Noise & Percussion:Marta Sacchi
Prologo a “Chiedi alla polvere” – Luigi Maria Corsanico / voce recitante
(titolo originale: Ask the Dust) è un romanzo del 1939.
A cura di Stephen Cooper; traduzione di Francesco Durante.
Pubblicazione: Marcos y Marcos, Milano, 2001.

Crediti per la foto: Kunj Parekh (mano con polvere)
Immagini dal web elaborate, Los Angeles anni ’30 e Mojave Desert.

BEPPE FENOGLIO – il gorgo

BEPPE FENOGLIO (Alba, 1º marzo 1922 – Torino, 18 febbraio 1963)
il gorgo

Racconti del parentado e del paese
Il gorgo. Apparso su “Il Caffè” di Giambattista Vicari,
n. 9, dicembre 1954, p. 17; poi in Opere, III, pp. 7-9.

Beppe Fenoglio
Tutti i racconti
A cura di Luca Bufano
Einaudi

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Heitor Villa-Lobos
Bachianas Brasileiras No. 1 for orchestra of cello, Prelúdio (Modinha)
Cellists from Berlin Philharmonic

E FINALMENTE MI QUIETO – FERNANDO PESSOA

FERNANDO PESSOA – IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE
Frammento / 199 (369)
E finalmente mi quieto. 5.6.1934 (Sossego enfim)
Da: IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE
di Bernardo Soares
O Livro do Desassossego por Bernardo Soares
Traduzione di Antonio Tabucchi e Maria José de Lancastre
Universale Economica Feltrinelli

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Samuel Barber, String Quartet Op. 11.
Dover Quartet

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E finalmente mi quieto. Dissipazioni e ricordi svaniscono dalla mia anima come se non fossero mai esistiti. Resto solo e calmo. Vivo questo momento come se fosse il momento di una conversione religiosa. Eppure non c’è nulla che mi attragga verso il trascendente, anche se nulla più mi lega all’immanente. Mi sento libero come se finissi di esistere conservandone la consapevolezza.
Mi quieto, sì, mi quieto. Una grande quiete, soave come un’inutilità, scende nel fondo del mio essere. Le pagine lette, i doveri compiuti, i passi e gli eventi del vivere: tutto si è trasformato in una vaga penombra, in un alone appena visibile che circonda qualcosa di tranquillo che non so definire. L’azione attraverso la quale a volte ho dimenticato l’anima; il pensiero, attraverso il quale a volte ho dimenticato l’azione; entrambi mi si trasformano in una sorta di tenerezza priva di sentimento, una compassione insulsa e vuota.
Non è questa giornata pigra e soave, nebbiosa e blanda. Non è questa brezza imperfetta, quasi nulla, poco più dell’aria. Non è il colore anonimo del cielo stancamente azzurro qua e là. No. No, perché non sento. Vedo senza intenzioni e senza soluzioni. Assisto attentamente a uno spettacolo che non esiste. Non avverto l’anima, soltanto la quiete. Le cose esterne, nitide e immobili, anche quelle che si muovono, sono per me come deve essere stato il mondo per Cristo quando dall’alto di tutto Satana lo tentò. Sono un nulla, eppure capisco che Cristo non si sia lasciato tentare. Sono un nulla, e non capisco come Satana, vecchio di tanta esperienza, si illudesse di tentarlo.
Scorri leggera, vita impercettibile, silenzioso ruscello che fugge sotto alberi dimenticati! Scorri blanda, anima sconosciuta, mormorio invisibile oltre i grandi rami caduti! Scorri inutile e senza ragione, consapevolezza che non è consapevole di niente, vaga luce in lontananza fra radure di foglie, che non sappiamo da dove viene né dove va! Scorri, scorri, e lasciami dimenticare!
Vago soffio di una cosa che non osò vivere, insipido sorso di una cosa che non poté sentire, mormorio inutile di una cosa che non volle pensare, vai lento, vai pigro, vai con i vortici che ti aspettano e lungo i declivi che incontrerai; vai verso l’ombra o verso la luce, fratello del mondo; vai verso la gloria o verso l’abisso, figlio del Caos e della Notte, ricordandoti ancora, in un qualche angolo di te stesso, che gli Dei sono venuti più tardi e che anche gli Dei passano.

FERNANDO PESSOA – IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE

FERNANDO PESSOA – IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE
Frammento / 121 (340)

Esiste una stanchezza dell’intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. 23.3.1930
Da: IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE
di Bernardo Soares
O Livro do Desassossego por Bernardo Soares
Traduzione di Antonio Tabucchi e Maria José de Lancastre
Universale Economica Feltrinelli

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Johann Sebastian Bach – Toccata “dorica” BWV 538
organista Luciano Zecca

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Esiste una stanchezza dell’intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell’emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l’anima.
Allora, tutte le idee che hanno fatto pulsare la nostra vita, i progetti, le ambizioni su cui abbiamo fondato la speranza del futuro, si strappano come se il vento le investisse, si aprono come se fossero nuvole, si dileguano come ceneri di nebbia, stracci di ciò che non fu e che non potrebbe essere stato. E dietro alla disfatta sorge, pura, la solitudine nera e implacabile del cielo deserto e stellato. Il mistero della vita ci addolora e ci spaventa con tutti i suoi volti. A volte piomba su di noi come un fantasma senza forma, e l’anima si raggela per lo spavento più terribile: la paura dell’incarnazione mostruosa del non-essere. Altre volte esso sta alle nostre spalle, mostrandosi soltanto quando non voltiamo la testa per guardarlo, ed è la verità tutt’intera nel suo profondissimo orrore di non conoscerla.
Ma questo orrore che oggi mi annichilisce è meno nobile, è più corrosivo. È il desiderio di non voler pensare, è il desiderio di non esser mai stato nulla, è la disperazione consapevole di tutte le cellule del tessuto dell’anima. È la sensazione improvvisa di essere imprigionato in una cella infinita. Dove si può pensare di fuggire, se la sola cella è tutto?
E allora ho un desiderio dilagante e assurdo, come un satanismo precedente a Satana: che un giorno, un giorno privo di tempo e di sostanza, sia possibile evadere da Dio, e che, in una forma ignota, il più profondo di noi non appartenga più all’essere o al non essere.

23.3.1930

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Há um cansaço da inteligência abstracta e é o mais horroroso dos cansaços.

Há um cansaço da inteligência abstracta e é o mais horroroso dos cansaços. Não pesa como o cansaço do corpo nem inquieta como o cansaço pela emoção. É um peso da consciência o mundo, um não poder respirar com a alma.
Então, como se o vento nelas desse, e fossem nuvens, todas as ideias em que temos sentido a vida, todas as ambições e desígnios em que temos fundado a esperança na continuação dela, se rasgam, se abrem, se afastam tornadas cinzas de nevoeiros, farrapos do que não foi nem poderia ser. E por detrás da derrota surge pura a solidão negra e implacável do céu deserto e estrelado.
O mistério da vida dói-nos e apavora-nos de muitos modos. Umas vezes vem sobre nós como um fantasma sem forma, e a alma treme com o pior dos medos — a da incarnação disforme do Não-ser. Outras vezes está atrás de nós, visível só quando nos não voltamos para ver, e é a verdade toda no seu horror profundíssimo de a desconhecermos.
Mas este horror que hoje me anula é menos nobre e mais roedor. É uma vontade de não querer ter pensamento, um desejo de nunca ter sido nada, um desespero consciente de todas as células do corpo e da alma. E o sentimento súbito de se estar enclausurado numa cela infinita. Para onde pensar em fugir, se só a cela é tudo?
E então vem-me o desejo transbordante, absurdo, de uma espécie de satanismo que precedeu Satan, de que um dia — um dia sem tempo nem substância — se encontre uma fuga para fora de Deus e o mais profundo de nós deixe, não sei como, de fazer parte do ser ou do não-ser.

23-3-1930

Livro do Desassossego por Bernardo Soares. Vol.II. Fernando Pessoa. (Recolha e transcrição dos textos de Maria Aliete Galhoz e Teresa Sobral Cunha. Prefácio e Organização de Jacinto do Prado Coelho.) Lisboa: Ática, 1982. – 340.